Caro Roberto, ti scrivo senza essere, come sempre, sollecitato da un tuo articolo.                Il motivo del mio intervento è l’uso irresponsabile del termine pedofilia usato tout court senza specificare di quale pedofilia si tratti. Mi ha ingenerato questo ragionamento la visione del bel film di Dino Risi “tolgo il disturbo” in cui si narra di un anziano signore (anche un po’ fuori di testa) che, in ultima analisi, s’innamora della nipotina. Un amore, chiariamolo a priori, assolutamente ammantato della purezza che l’amore dovrebbe avere e assolutamente platonico. Detto questo mi piacerebbe chiarire, a me stesso prima ancora che a chi legge, che il cosiddetto pedofilo può essere prima di tutto eterosessuale oppure omosessuale (non pensiamo che chi viene attratto dalle bambine subisca anche la stessa attrazione per i maschietti) e questa distinzione mai viene citata dalle cronache ed invece è alla base di tutto, dello studio del fenomeno, della sua repressione e della prevenzione specialmente. Infatti, anche se da noi si pensa alla repressione del fenomeno ma mai alla prevenzione, il pedofilo andrebbe aiutato tenendolo lontano da eventuali fonti di attrazione quali scuole, caseggiati troppo pieni di bambini e altro impedendogli lavoro o residenza in luoghi che possano ingenerare in lui atteggiamenti distorti. Il profilo poi può essere platonico come quello del film (pur sempre di amore per il minore si tratta) oppure potrebbe trattarsi di un genere di pedofilia portata ad accarezzare l’altro o a farsi accarezzare, e già andiamo su un piano più fisico e scioccante per il minore o, il più grave, colui che sente l’istinto irrefrenabile del sesso verso un bambino che è comunque uno stupratore, al di là del fatto che sia attratto dai minori e da stupratore andrebbe trattato, che abbia o meno stuprato. Ho riflettuto su questi concetti dopo la visione di questo bel film e ne ho voluto scambiare un parere con te, che stimo per il tuo equilibrio e per la tua obiettività, anche se alle volte abbiamo opinioni diverse, ma questo, si sa, capita a chi ragiona con il proprio cervello e non con quello messo a disposizione dei cosiddetti mezzi d’informazione.                                       Passa delle buone vacanze ed io faro altrettanto, o ci proverò tenacemente

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