questo reboante annuncio suona e tuona quasi come una dichiarazione di guerra ai trafficanti, a quegli stessi trafficanti a cui gli italiani hanno fin’ora restituito migliaia di imbarcazioni anzichè distruggerle dopo il sequestro. Tuona minacce che non potrà mettere in atto senza l’assenso dell’ONU, che già si sa che riceverà il veto della Russia e sul cui diritto di veto non ho letto se si siano presi accordi preventivi con la Cina. Quindi si é stabilito quale sarà lo stato maggiore, quali alti ufficiali vi apparterranno, evidentemente si é dato loro i titoli per appartenervi (gradi, promozioni e quant’altro necessario) si sarà certamente destinata una sede, si saranno certamente nominati i comandanti dei vascelli e dei velivoli destinati all’operazione. Si sarà certamente fatto, insomma, il necessario perché un’operazione militare di questa dimensione possa essere messa in atto fingendo di ignorare che non la si può mettere in atto che dopo l’assenso dell’ONU. Assenso che forse andava chiesto a priori, prima di cominciare a spendere soldi e promettere risultati.